Pompei, bufera sulla Protezione civile
Patrizia Capua
Commissariamenti: la Corte dei Conti continua le contestazioni sull’illegittimità, mentre nessuno dei problemi reali del sito archeologico è stato risolto. Da la Repubblica, ed. Napoli, 13 agosto 2010 (m.p.g.)
Pompei non è un’emergenza o un grande evento. La Corte dei Conti rinfocola la polemica dei giorni scorsi con il governo e ribadisce che la città degli scavi non è affare della Protezione civile e di delibere che possono derogare dalle leggi ordinarie. Pompei, afferma, non è minacciato da calamità naturali, mentre il governo ha sempre sostenuto questa tesi, paragonando la Città degli scavi addirittura al "pericolo Vesuvio".
La Corte dei Conti torna sulla vicenda. Per i magistrati contabili, il ministero guidato da Sandro Bondi ha sbagliato ad affidare gli scavi di Pompei a un commissario della Protezione civile. Sottolineano che «non appare corretta l’affermazione che la Corte dei Conti avrebbe riconosciuto la legittimità dell’operato della Protezione civile». Pompei non è una calamità naturale né un grande evento. La Corte con assoluta chiarezza ribadisce che «di fatto, questo lasciapassare non c’è mai stato». Ed esclude, con un articolato parere ed entrando nel merito, che per il sito archeologico più visitato del mondo si possano ravvisare i presupposti per la dichiarazione dello stato di emergenza. Il meccanismo è stato attivato l’anno scorso anche per le opere di manutenzione o per assicurare le guide ai turisti.

La risposta della Corte, insomma, è una secca smentita delle dichiarazioni della struttura diretta da Guido Bertolaso.
La magistratura contabile si dilunga sulla vicenda che la vede chiamata in causa nei confronti della presidenza del Consiglio. Cita leggi e regolamenti. E in un botta e risposta contraddice il comunicato del dipartimento della Protezione civile, riportato dai giornali, nel quale si afferma che la «Corte dei Conti, nell’esercizio del controllo preventivo su alcune ordinanze della Protezione civile, avrebbe riconosciuto la legittimità dell’operato della Protezione civile stessa». A «fini di completezza e di informazione», precisa che «di fatto, questo lasciapassare non c’è mai stato».
La Corte - si spiega nella nota - , «impregiudicata l’eventuale questione di legittimità costituzionale della norma che ha previsto l´esenzione del controllo dei provvedimenti stessi, ha escluso la natura di atto politico non sindacabile della dichiarazione dello stato di emergenza per la città degli Scavi». La Corte, ha inoltre ritenuto «ingiustificato l’intervento del dipartimento della Protezione civile per iniziative che non possono inquadrarsi nel concetto di tutela della vita dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente dal rischio di gravi danni. Iniziative che avrebbero potuto essere attuate da un commissario straordinario, in regime non derogatorio».
La Corte dei Conti già in passato era intervenuta più volte per contestare la decisione di escludere dalle normali procedure di controllo eventi che poco hanno a che fare con le grandi calamità. Fu il caso per esempio della Vuitton Cup, considerata grande evento e per questo esclusa dai controlli preventivi.

Il comunicato della Corte dei Conti

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