Rossi: Con Marson discuterò di Castello
Eddyburg
Primi buoni segnali d'una inversione ditendenza rispetto alla lnea Martini-Conti, nelle parole del presidente Rossi e dell'assessore Anna Marson. La Repubblica, Firenze, 25 aprile 2010
"Con Marson discuterò, litigherò.
Confronto con una donna competente"
Pietro Jozzelli Intervista
il presidente Enrico Rossi

La mattina dopo, Enrico Rossi ha gli occhi gonfi e l’aria stanca. Ma al nome di Anna Marson, la neo assessora al territorio, si accende subito. Presidente, a Manciulli, segretario regionale Pd, piace e non piace, la destra dice che i comitati hanno preso il potere, che succede?
«Succede che Anna Marson ha fatto il piano regolatore di Venezia [il Piano territoriale di coordinamento provinciale - n.d.r], e l’ha fatto bene. Succede che, se andiamo a vedere le cose in Toscana, qualche problema urbanistico c’è stato, che c’è una tendenza dei comuni a una continua espansione urbanistica. Davvero abbiamo fatto tutto sempre bene?
L’ho detto: basta con le casette a schiera, sono per il riuso del territorio, dobbiamo creare insediamenti produttivi facendo le cose molto per bene. In Toscana abbiamo una buona legge, ma si deve sempre cercare di migliorare, di affrontare le nuove situazioni. Anna Marson non è una sprovveduta, è un tecnico di grande qualità. Discuteremo, litigheremo, sarà un confronto con una donna competente. Sul suo giornale Alberto Asor Rosa ha offerto un ramoscello d’olivo, io sono una persona curiosa e voglio vedere che cosa può succedere. Siccome mi attirano le persone di qualità, dopo un’ora di colloquio con Marson e una notte passata a studiare il piano di Venezia mi sono convinto. E’ il mio modo di agire, il mio profilo. Vede, la prima cosa che farò sarà di discutere con lei di Castello e vedremo cosa ne uscirà. Non si può continuare a parlare di territorio un giorno in un modo un giorno in un altro, non si parla così dell’uso del territorio. Quanto alle reazioni politiche, chi mi ha nominato sapeva che non ero una persona accomodante, anzi io sono uno scrupoloso».

Qualcuno la critica per la scelta di alcuni assessori, frutto di accordi di partito o di pressioni romane.
«Mi hanno telefonato in tanti e anch’io ho chiesto a tanti. E allora? Non sono uno sciocco. So che cosa sono gli equilibri di partito, i rapporti con gli alleati, l’autonomia decisionale che mi è garantita dalla legge. In giunta non ho messo né il geometra di Berlusconi né il medico di Bossi. I due tecnici, alla sanità e al territorio, sono di grande competenza. Eppoi: che senso aveva rompere con Siena o perché non dovevo mettere una presenza del cattolicesimo democratico?»

Rossi si riferisce alla nomina di Ceccobao, sindaco di Chiusi, già nella Fondazione del Monte dei paschi, molto appoggiato dai senesi. E alle polemiche degli aretini che hanno visto escluso Ceccarelli. E si riferisce alla riconferma di Salvadori, molto perorata dai leader romani del partito. Funzionerà presidente?
«Vediamo, io sono contento. Cinquanta per cento di donne, la giunta regionale con meno assessori d’Italia, deleghe precise e ben accorpate. Scaramuccia dovrà affrontare la trasformazione della nostra sanità. Vedrete, ci saranno grosse novità (una ipotesi, la riduzione del numero delle Asl e delle aziende ospedaliere, ndr)».

E l’economia?
« E’ il tema unificante di tutto il lavoro che farà la giunta. E’ stata la mia priorità nella campagna elettorale. E’ la strada da battere per ammodernare la regione. E’ il mio impegno numero uno e ne sarò il responsabile principale. E’ già avvenuto negli ultimi due anni di Martini quando la crisi ha imposto strumenti eccezionali e piani eccezionali. La Toscana è stata la regione d’Italia in cui si è visto il massimo intervento. Il lavoro con Simoncini è già cominciato».

Che cosa ha chiesto agli assessori durante il primo incontro di giunta?
«Essere il più esigenti possibile con se stessi. Io lo sono con me. Voglio che facciano lo stesso. Poi ho chiesto a tutti, visto che i volti nuovi sono tanti, di parlare un po’ di se stessi, insomma di cominciare a creare la squadra. Io sono il responsabile politico e il garante di tutta la giunta. E lo dico a tutti: non ci sono né gli assessori di un partito né quelli di un territorio. Adesso il governo è formato, cominciamo a lavorare».
"Sviluppo si ma anche tutela"
Ernesto Ferrara intervuista
l'assessore Anna Marson

«SVILUPPO industriale si, ma senza più dimenticare la tutela del
territorio». Anna Marson, la docente chiamata da Rossi a guidare l'
urbanistica, mette subito le cose in chiaro. DI MONTICCHIELLO aveva subito
parlato come di un «esempio negativo di gestione del territorio». Dell'
insediamento della Laika (azienda di caravan) a San Casciano ieri ha
spiegato che è vero che «occorre la massima attenzione per la tutela dei
posti di lavoro ma prima di autorizzare con un variante l' insediamento di
un nuovo stabilimento industriale in un' area delicata dal punto di vista
ambientale come quella di Ponterotto, lontana dalle infrastrutture e
vicina a un fiume, occorreva valutare altre opzioni e semmai l' idea di
concedere il terreno per qualche anno all' impresa senza autorizzare il
cambio di destinazione». «Niente sviluppo senza tutela», è lo slogan dell'
assessore più inaspettato della nuova giunta regionale. Trevigiana, 53
anni, saltata fuori all' ultimo tuffo dall' Idv, Anna Marson, amica e
vicina di casa di Pancho Pardi, da più parti definita «movimentista» e
però autrice di un piano regolatore della Provincia di Venezia da tutti
ritenuto solido e innovativo, si ritrova in mano le deleghe che furono del
democratico Riccardo Conti.
Docente di Architettura all' Università di Venezia, la città dove ancora risiede, è sposata con un toscano e vive da anni a Montespertoli. Proprio il Comune al centro nell' ultimo anno di una drammatica vicenda giudiziaria legata ad interventi lesivi del territorio e dove però lei individua un «segnale di speranza»: «Il metodo dell'urbanistica partecipata adottato dal nuovo sindaco di Montespertoli, il Comune dove vivo e che pure è stato al centro delle note vicende
giudiziarie, è da questo punto di vista la conferma che non tutto è
perduto».
Lei non fa annunci: «Non sono ancora nemmeno assessore», ricorda (martedì la prima riunione di giunta in cui saranno ratificati i ruoli
della squadra di Rossi) sbilanciandosi solo su due fronti: «Grande
attenzione ai modelli europei più innovativie apertura ai giovani a cui
voglio spalancare le porte del mio assessorato».
Nel Pd c' è chi storce il naso: «Troppo movimentista». «Singolare definirla così - interviene Rossi - lo sviluppo deve stare insieme alla lotta alla rendita e alla salvaguardia del territorio, sono sicuro che Anna farà bene, nessuno vuole contraddire la precedente gestione urbanistica, occorre solo cercare di migliorarla». «Rossi ha assegnato l' urbanistica ad un Pancho Pardi in salsa rosa che condannerà la Regione all' immobilismo», attacca il coordinatore regionale Pdl Massimo Parisi. E Marson? Non fa una piega e replica da «lady di ferro»: «Mi giudicherete dal lavoro che riuscirò a fare, non dalle dichiarazioni».

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