Monticchiello, vincoli annullati in Valdorcia via libera al cemento
Maurizio Bologni
Ma intanto, da un seme è nato un albero. Anzi, una Rete. La Repubblica, 4 luglio 2009
Il Consiglio di Stato resuscita «l´ecomostro» di Monticchiello, così definito per primo da Alberto Asor Rosa nell´estate del 2006, il nuovo insediamento abitativo a ridosso delle mura del borgo medievale che diventò l´emblema di una vasta campagna contro la cementificazione della Toscana. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha infatti annullato i provvedimenti dell´allora ministro Francesco Rutelli che, tra il gennaio e il settembre 2007, imposero il vincolo indiretto all´area intorno alla rocca di Monticchiello e bloccarono la realizzazione delle ultime tre villette non ancora costruite (18 appartamenti, meno di un quinto dell´intero insediamento). Da oggi, volendo, gli imprenditori di Iniziative Toscane potrebbero riaprire il cantiere per completare il villaggio. Così come era stato progettato in origine. Così come non piace proprio alla rete degli ambientalisti.
Il progetto di costruire sotto Monticchiello viene da lontano, è previsto da vecchi piani regolatori, giunge a conclusione il 10 agosto 2006 quando il Comune di Pienza, decorso il termine entro il quale la soprintendenza può annullare la pratica, rilascia il permesso a costruire. Le ruspe si mettono subito al lavoro. Asor Rosa, che ha una casa in zona, solleva il caso su Repubblica il 24 agosto 2006. «Il cemento assale la Valdorcia» scrive, dando il via a una vasta mobilitazione per tutelare una delle zone più belle d´Italia, parco e patrimonio universale dell´umanità secondo l´Unesco. Entra in campo il ministro Rutelli, che a gennaio cala il suo asso. Ai costruttori comunica l´avvio di un procedimento amministrativo ai sensi del decreto legislativo 42 del 2004 per imporre il vincolo indiretto nell´area costruttiva a tutela della cinta muraria di Monticchiello con torri, porte e rocca. Stop agli edifici ancora da costruire e via a uno studio affidato a un´équipe di architetti paesaggistici per mitigare l´impatto delle opere già edificate.
Ma i costruttori, assistiti dall´avvocato Giuseppe Morbidelli, ricorrono al Tar. Perdono il primo round. Fanno appello. E la spuntano. Oggi, infatti, il Consiglio di Stato annulla il vincolo indiretto imposto dal ministero sostenendo, tra le altre cose, che la procedura non ha ricevuto un adeguato approfondimento tecnico, che il vincolo indiretto non è ammissibile per mancanza di un completo vincolo diretto della rocca da proteggere, che il diritto acquisito dai costruttori non è stato precisamente compensato con la possibilità di costruire altrove. In teoria il ministero potrebbe riproporre il vincolo, ma solo al termine di una lunga e approfondita istruttoria e al costo di un grosso risarcimento dei danni. Certo è, invece, che da oggi Iniziative Toscane può tornare a muovere le ruspe. Amareggiato Asor Rosa. «Non discuto le sentenze» dice. «La ferita è già evidente, degli interventi di mitigazione previsti da Rutelli non c´è traccia, sono stati una presa in giro. Adesso confido in una iniziativa degli enti locali, in particolare del Comune di Pienza, perché si trovi una qualche forma di risarcimento per l´impresa in modo da evitare il completamento dell´ecomostro».

Informazioni e documenti sulla Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio sono disponibili qui

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