n.14 (24/04/2009) Le parole che hanno trasformato un terremoto in una catastrofe
Eddyburg
In quelle parole è nascosta un’idea che si è trasformata in azioni: l’idea che la funzione del suolo sia quella di ospitare edifici, di lasciar sorgere su di esso case, capannoni, palazzi. Poiché il suolo serve esclusivamente a quello, qualunque atto che voglia prescrivere altre utilizzazioni è considerato un perverso vincolo: lasciare un’area all’agricoltura o alla creazione di un parco o un bosco è considerato un danno che lo “sviluppo” non può tollerare.

Per lasciare che quella “vocazione” si esprima, che quel “diritto” cancelli ogni altro diritto, che quello “sviluppo” non si arresti, bisogna rendere innocua la pianificazione delle città e dei territori: finché non si può abolirla, finchè non si può affidarla alle mani degli interessi immobiliari (come la proposta di legge sul governo del territorio del Popolo delle libertà propone) occorre consentire con ampiezza di derogare dalle sue regole.

Il Italia si è costruito troppo, al di fuori da qualunque necessità sociale. Si sono urbanizzate, e spesso degradate, aree la cui piena utilizzazione consentirebbe di ospitare tutte le necessità di una popolazione molto più ampia di quella attuale. La messa in sicurezza delle costruzioni minacciate nella loro integrità fisica dal mancato rispetto delle norme più elementari di sicurezza statica dovrebbe essere un tassello di una grande progetto di restauro del territorio, basato su un’attività di pianificazione territoriale e urbanistica che metta al suo centro la difesa delle qualità esistenti e la creazione di nuove, il rispetto della trasparenza nelle decisioni, la più ampia partecipazione alle scelte che condizionano il futuro di noi tutti.

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Antonio Perrotti
Lucida denuncia degli errori compiuti nella ricostruzione dell'Aquila da parte di ex funzionario pubblico della Regione Abruzzo, profondo conoscitore delle vicende e del territorio, nonché attivista dei comitati post-sismici e ambientalisti (e.s./i.b.).
Tomaso Montanari
Il Fatto quotidiano, 8 aprile 2019. Manca la città ed è inevitabile che sia così, date le premesse. Ma se la memoria si facesse cultura e la cultura comunità, L'Aquila potrebbe dare l’ennesima, memorabile lezione di futuro. (m.b.)
Serena Giannico
«Ad una cosa non ci siamo abituati: a non poter avere le prerogative di una normale comunità, a cominciare dalla possibilità di incontrarsi senza essersi dati appuntamento. Mancano i luoghi per questo; non luoghi costruiti ad hoc, ma i luoghi del quotidiano. E per gli aquilani questi luoghi si trovavano nel centro storico».
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Sono passati due anni dalla scomparsa di Edoardo Salzano. Un urbanista che non ha mai smesso di analizzare le trasformazioni urbane. Un intellettuale libero e coraggioso che con determinazione guardava avanti e non si arrendeva davanti alle ingiustizie. Un maestro. Lo ricordiamo ripubblicando uno dei suoi scritti, ancora profondamente attuale, sul mestiere dell'urbanista.
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Un iniziativa per ragionare sulla questione della casa a cinquant’anni dall’approvazione della prima legge per l’edilizia residenziale pubblica. Il progressivo abbandono delle politiche di edilizia residenziale ha determinato nuove disuguaglianze, aggravato i problemi pregressi, amplificato i divari territoriali, che il Covid ha accentuato e reso ancora più evidenti. Vogliamo discuterne in questo seminario organizzato in due sessioni, che riprende le vertenze che portarono all’approvazione della legge, racconta la parabola inversa delle politiche pubbliche fino al loro sostanziale azzeramento, per poi ricollegarsi all’attualità toccando attraverso alcuni casi emblematici della questione della casa in Italia.
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Cliccando nella barra in alto potete accedere a tutti gli articoli inseriti in oltre diciotto anni di attività e impegno per una cultura dell'abitare fruire e governare il territorio che sia suscettibile di assicurare condizioni di vita soddisfacenti sotto il profilo dell'equità e della libertà di accesso ai beni comuni, della capacità e possibilità di partecipare al governo della cosa pubblica. E' ancora una versione provvisoria del sito, perciò alcune cose funzionano male o presentano degli errori. Ci stiamo adoperando per sistemare tutto nel più breve tempo possibile.
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Il programma definitivo della prima edizione dei seminari di eddyburg
Redazione di eddyburg
Nell’anniversario della scomparsa di Eddy Salzano il 23 settembre abbiamo organizzato un’iniziativa per ricordare l’importanza e l’attualità del suo pensiero e della sua attività. Qui le videoregistrazioni della I Sessione del convegno “Eddy Salzano: le tappe di un percorso politico e culturale per una città più giusta” con gli interventi di Mauro Baioni, Giulio Tamburini, Vezio De Lucia, Paolo Berdini, Roberto Camagni, Anna Marson, Maria Pia Guermandi, Giancarlo Storto, Giancarlo Consonni, Paolo Baldeschi.
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