Quelle curiose casette a treno che spuntano in via del Podestà
Franca Selvatici
“Come una variante ha reso edificabili terreni nel parco delle colline”. Da tante piccole cose è fatto il degrado della città, con un pizzico di collusione professionale e amministrativo. La Repubblica, Firenze, 17 dicembre 2008
In via del Podestà 71 A, in un’area collinare che degrada verso le Due Strade, delimitata a monte da via de’ Martellini, in uno scenario che ancora oggi ricorda l’antico contado fiorentino, fra ville storiche circondate da struggenti giardini all’italiana stanno sorgendo due costruzioni lunghe e strette. Gli abitanti della zona le chiamano treni. Ognuna di esse accoglierà una sequenza di casette terratetto, ciascuna con mansarda e un minuscolo giardinetto a fronte. L’insediamento, progettato dagli architetti Riccardo Bartoloni e Miranda Ferrara della Quadra Progetti, sarà costituito da 18 appartamenti di diverse dimensioni, con relative cantine e parcheggi sotterranei. Le nuove costruzioni stanno sorgendo a fianco di alcune casette che vengono ristrutturate e al posto di alcuni edifici, in parte abusivi e condonati, che sono stati demoliti e che erano indicati come ex fabbrica di piastrelle, ma più esattamente utilizzati come depositi di materiali e di scarti edili. Si trattava sostanzialmente di tettoie. Gli abitanti del vicinato giurano che le nuove costruzioni, che dovrebbero avere la stessa superficie complessiva di quelle demolite, sono in realtà molto più estese e più alte. Raggiungeranno infatti l’altezza di 7 metri e 74 centimetri. Il che significherà per alcuni dei vicini la perdita del panorama delle colline e della vista della Certosa del Galluzzo.

L’iter di autorizzazione del nuovo insediamento è stato lungo e complesso, ma ogni difficoltà è stata superata. Il progetto firmato Quadra - la società di progettazione guidata da Riccardo Bartoloni (presidente dell’ordine degli architetti) e dal geometra Alberto Vinattieri, dipendente part time del Comune, e di cui è stato fondatore e socio fino al 23 marzo 2004 l’ex capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio Alberto Formigli (tutti e tre indagati per corruzione nell’inchiesta sul complesso Dalmazia) - ha ottenuto l’assenso della commissione edilizia, della commissione per il paesaggio, della soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, del consiglio di quartiere. Uniche raccomandazioni: «utilizzare, per la copertura, embrici soprammessi in luogo delle marsigliesi» e piantare 44 alberi negli spazi verdi privati. Il piano di recupero con contestuale variante del piano regolatore ha superato indenne il vaglio del consiglio comunale. Il 19 settembre 2005 ventuno consiglieri di centrosinistra hanno votato senza battere ciglio il piano di recupero e la variante. Fra di loro c’era anche Formigli, all’epoca ancora presidente della commissione urbanistica. Gran parte dei consiglieri di opposizione erano assenti dall’aula. Gli unici tre voti contrari furono di Ornella De Zordo, Enrico Bosi e Leonardo Pieri.

Una parte dei terreni interessati al progetto presentato dalla società Praedium e dalla Quadra era inserita in zona A (Centro storico minore), dove di regola si può costruire e modificare molto poco. Nei dintorni molti hanno chiesto invano di aprire una finestra. Un’altra parte dei terreni inclusi nel piano di recupero erano classificati come zone agricole E, sottozona E1, all’interno del parco storico delle colline. Nelle sottozone E1 (aree agricole di particolare interesse culturale) all’interno del parco storico delle colline non si può costruire niente. Proprio niente. Una limitazione non da poco, a cui il consiglio comunale ha posto rimedio il 19 settembre 2005 approvando una variante al piano regolatore che ha tolto le particelle catastali inedificabili dalla sottozona E1 e le ha incluse in zona A (Centro storico minore). Contestualmente il consiglio ha approvato il piano di recupero destinato ad eliminare «le condizioni di degrado» dell’area, ha consentito che i lavori partissero con una Dia (dichiarazione di inizio di attività) e ha autorizzato la monetizzazione degli standard. Ciò significa che, non essendo reperibili all’interno dell’area interessata dal piano di recupero i terreni che per legge devono essere destinati a spazi pedonali e a parcheggi e giardini pubblici, si è scelto di monetizzare «le aree non cedute». Il prezzo, fissato nella convenzione firmata il 19 giugno 2006 fra Comune e Praedium, risulta pari a 300 euro al metro quadro.

Né Provincia di Firenze né Regione Toscana hanno sollevato obiezioni. Fra lo stupore degli abitanti di via del Podestà e di via de’ Martellini la Quadra e il consiglio comunale hanno dimostrato che il parco storico delle colline non è intoccabile e che può accogliere fra le storiche dimore anche un bel po’ di casette a schiera.

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