Principi per un equilibrato rapporto tra comunità e territorio
Eddyburg
Stralcio dai primi articoli delle Norme tecniche d’attuazione del Piano strutturale del Comune di Sesto Fiorentino


Gli articoli che seguono aprono, dopo alcuni di contenuto strettamente formale, le norme del Piano strutturale, adottato dal Comune di Sesto Fiorentino nel 2003 e approvato nel 2004. Erano stati scritti in funzione di una discussione ampia tra la popolazione. Il Piano strutturale, e il successivo Regolamento urbanistico (in corso d’approvazione definitiva), sono stati redatti dall’Ufficio comunale diretto da Graziella Beni, coadiuvato da alcuni consulenti sia generali (E. Salzano, M. Baioni) sia specialistici (A. Drufuca, A. Chiti Batelli – Soc. Nemo, IRPET, M. Preite, E. Paris, E. e R. Neroni – Soc. Geoeco, A. Braschi, P. Nicoletti – Ist. Ambiente Italia, L. Ballerini, Museo Fiorentino di Preistoria P. Graziosi)

Articolo 4
Città, società, territorio

1.La città, il territorio dal quale è nata e di cui essa fa parte, gli uomini e la società che la costruiscono, la abitano e la utilizzano, fanno parte di un unico sistema.

2.La pianificazione è finalizzata a garantire un rapporto equilibrato tra comunità e territorio, nel rispetto dei principi enunciati nel presente Statuto dei luoghi e nei limiti dettati dalle leggi vigenti.

Articolo 5
La tutela dell’ambiente

1.Si attribuisce priorità logica e culturale alla tutela dell’integrità fisica del territorio, intesa come preservazione da fenomeni di degrado e di alterazione irreversibile dei connotati materiali del sottosuolo, suolo, soprassuolo naturale, corpi idrici, atmosfera, considerati singolarmente e nel complesso, con particolare riferimento alle trasformazioni indotte dalle forme di insediamento dell’uomo.

2.In funzione di tale priorità il piano strutturale subordina le trasformazioni fisiche e funzionali del territorio a specifiche condizioni ed esplicita gli elementi da considerare per la valutazione degli effetti ambientali delle trasformazioni previste o prevedibili.

Articolo 6
I luoghi e la loro identità

1.Si riconosce che i diversi luoghi che compongono il territorio comunale possiedono ciascuno una specifica identità, derivata dalla loro “biografia” ovverosia dal modo in cui, nel tempo, gli abitanti e il territorio hanno interagito.

2.Il piano strutturale individua come “Unità territoriali organiche” gli ambiti all’interno dei quali possa essere formata o promossa o tutelata la formazione di comunità stabilmente legate al territorio e dotate di sufficienti dotazioni elementari e, sulla base di questo principio, determina l’organizzazione del territorio.

3.Il piano strutturale inoltre promuove la preservazione delle testimonianze materiali della storia, e la conservazione delle caratteristiche, strutturali e formali, che ne siano espressioni significative.

Articolo 7
Il territorio come patrimonio per domani

1.Si riconosce la necessità e la responsabilità, nei confronti delle generazioni future, di non disperdere la straordinaria ricchezza e bellezza del territorio comunale così come ci sono state tramandate attraverso il secolare lavoro della natura e dell’uomo.

2.Il piano strutturale è volto prioritariamente, pertanto, al recupero e alla valorizzazione dell’esistente e, in armonia con i principi sanciti dalla legge urbanistica regionale, considera prioritariamente il riuso e la riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti rispetto ad ogni ulteriore consumo di suolo.

Articolo 8
La città e il territorio più vasto

1.Si riconosce l’appartenenza di Sesto Fiorentino ad un territorio più ampio di quello comunale e coincidente, a seconda degli aspetti considerati, con l’area della Piana, l’area metropolitana, la provincia, il bacino idrografico e la regione.

2.Sulla base di questo principio e del principio di sussidiarietà, il piano strutturale stabilisce, in accordo con le previsioni degli altri enti territoriali, la localizzazione e le forme d’uso degli elementi di rilevanza sovracomunale.

Articolo 9
La città come casa della società

1.Si riconosce la città come luogo di massima espressione della vita civile e della vita politica nel quale la convivenza sociale facilita l’esercizio attivo dei diritti individuali.

2.Il presente piano è volto pertanto a favorire la convivenza sociale attraverso:

- un sistema di regole di uso del territorio che garantiscano la massima diffusione dei diritti primari di cittadinanza quali la salute, la mobilità, la libertà di cultura e di istruzione pubblica, la casa, la sicurezza sociale;

- una specifica attenzione agli spazi pubblici affinché siano resi attrattivi, sicuri e utilizzabili da tutti, con particolare attenzione per i cittadini più deboli come i bambini, gli anziani, i portatori d’handicap;

- la definizione di un assetto della mobilità che temperi l’esigenza di spostarsi con quella di garantire la salute e la sicurezza dei cittadini.

3.In particolare, il piano strutturale si pone l’obbiettivo specifico di formare un “sistema delle qualità”, organizzando la città e il territorio a partire dal pubblico e dal pedonale, in funzione della cittadina e del cittadino che vogliano raggiungere, attraverso percorsi protetti e piacevoli, i luoghi dedicati alla ricreazione e quelli finalizzati al consumo comune (dell’istruzione, della cultura, dell’incontro e dello scambio, della sanità e del servizio sociale, del culto, dell’amministrazione e della giustizia e così via).

Articolo 10
La città come costruzione collettiva

1.Si riconosce la necessità che i vantaggi derivanti ai singoli cittadini dalle trasformazioni urbanistiche siano temperati a favore della qualificazione complessiva della città (prevedendo la cessione di aree per le attrezzature o realizzandone alcune, compensando gli effetti sull’ambiente, e così via).

2.Il presente piano pertanto stabilisce quali prestazioni debbano essere richieste, nel complesso, alle trasformazioni urbanistiche, demandando agli strumenti attuativi il compito di definire nel dettaglio le modalità attraverso le quali garantirne il raggiungimento e i rapporti fra pubblico e privato.

Articolo 11
Lo strumento della pianificazione

1.Si riconosce l’istituto della pianificazione come lo strumento necessario per garantire la coerenza, nello spazio e nel tempo, dell’insieme delle trasformazioni del territorio, assicurando la trasparenza del procedimento di formazione delle scelte e la garanzia degli interessi collettivi coinvolti.

2.Il presente piano pertanto stabilisce i principi e le disposizioni ai quali si debbono conformare il regolamento urbanistico, i programmi integrati di intervento e ogni altro strumento di pianificazione territoriale e settoriale del comune.

Sullo stesso tema
Mauro Baioni
Il “sistema delle qualità” vuole organizzare la città a partire dal pubblico e dal pedonale, in funzione del cittadino che voglia raggiungere, attraverso percorsi protetti e piacevoli, i luoghi dedicati al consumo comune. Avevamo inserito il sistema delle qualità nei PRG di Carpi e Imola, a Sesto Fiorentino abbiamo avuto la possibilità di fondare su di esso il piano strutturale e di avviarne l'attuazione pratica.
Giuseppe Palermo
Non c’è bisogno di essere urbanisti per capire che la legge Lupi è una vergogna, magari bipartisan. Ma gli urbanisti che contano dove sono? E la sinistra? Un"Appello agli amici che possono fare qualcosa"
Edoardo Salzano
Una nota che avevo promesso agli organizzatori del convegno "Sostenibilità e governo del territorio", Roma 15 giugno 2005
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