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0 > Urbanistica e pianificazione > Persone
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Anche nel campo dell’urbanistica esistono figure che han-no dato molto più di quanto hanno ricevuto nella conoscenza e riconoscenza collettiva. Alcune rischiano addirittura di scomparire dalla memoria comune. Questa cartella è dedicata a raccogliere documenti che li ricordino a chi li conobbe, e aiutino a frequentarli quanti non ebbero quella fortuna.

Gigi Scano
Sarà l'emozione dei giorni della sua scomparsa, ma non possiamo contenere in poche righe la presentazione di una cartella dedicata a lui. Perciò ne spieghiamo le ragioni e l'articolazione nel testo che segue.

Michele Martuscelli
Michele Martuscelli è stato uno dei non molti funzionari pubblici del nostro paese nei quali alle capacità di gestire con efficacia una strutture dello Stato si accompagna un acuto senso della responsabilità nei confronti dell’interesse collettivo.

Edoardo Detti
È stato uno dei maestri dell’urbanistica italiana. L’equilibrio, l’eleganza, la discrezione, l’ironia, l’impegno personale, il disinteresse, sono state tra le sue virtù. Un “maestro senza retorica”, lo ricorda Mariella Zoppi. Un uomo che, di fronte alle vicende della società, assumeva la veste del “pessimismo preventivo”, come diceva Carlo Ludovico Ragghianti, ma non rinunciava all’azione giacobina. Un maestro che si avviluppava “in un alone di modestia e riserbo”, come ricordava Alessandro Tutino, e proprio per questo rendeva più penetrante la sue lezione. Un uomo per il quale il mestiere dell’ urbanista era in primo luogo un dovere civile: un “urbanista militante”, come lo definisce Vezio De Lucia.

Antonio Iannello
“È l’unico uomo che predica male e razzola bene”, diceva di lui l’amatissimo amico Antonio Cederna: ne criticava le posizioni filosofiche idealistiche, ma ne ammirava la capacità di schierarsi e di combattere, senza risparmio, a difesa delle cause giuste.
Iannello è certamente (fra quanti ne abbia mai conosciuto) il più tenace, suadente, determinato, abile, illuminato, generoso, documentato lottatore per la causa della difesa del paesaggio: non solo come valore estetico, ma anche e soprattutto come testimonianza della storia e fondamento dell’identità nazionale.

Antonio Cederna
Un archeologo che, per amore della bellezza da salvare, divenne giornalista, urbanista, legislatore: apostolo della tutela del patrimonio comune. Condusse memorabili battaglie, testimoniate da migliaia di articoli e da numerosi contributi alla legislazione. Famose le campagne che promosse, per la difesa dell’Appia Antica, dei centri storici di Roma, Venezia e altre città italiane, per le coste della Sardegna. Ma soprattutto contribuì poderosamente a far crescere nella consapevolezza comune la convinzione che la storia e la bellezza, che formano e caratterizzano il territorio dell’Italia, sono una ricchezza che occorre difendere contro l’espandersi della “repellente crosta di cemento e asfalto”: non per ridurle a merce, ma perchè rimangano beni di cui possano godere le generazioni presenti e quelle future.

Fabrizio Giovenale
Prima di tutto un urbanista, un militante, e insieme un educatore: non degli studenti, di tutti. Da urbanista, comprese l'ambientalismo quando ancora non era di moda. Polemizzò sempre con le idee sbagliate senza odiare mai le persone che le sostenevano. Capace d'ironia: l'autoritratto qui è suo

Dinu Adamesteanu
Ci ha dato strumenti indispensabili per conoscere la nostra storia racchiusa nel territorio, impadronircene con il sapere e il piacere, custodirla per trasmetterla ai nostri posteri

Altri padri e fratelli
Manfredo Tafuri ed Edmond Bacon, Lucio Gambi e Romano Viviani, Jane Jacobs e Manlio Rossi Doria, Richard Rogers... da quanti è stato utile imparare, con quanti è stato bello condividere. Qui solo alcuni altri





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Berdini, Paolo
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( 27.01.2010 16:55 )
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Salzano, Edoardo
( 15.01.2010 17:17 )
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Bottini, Fabrizio
( 14.01.2010 13:09 )
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