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Città e territorio
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Venezia e la Laguna
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Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia”, dice Marco Polo al Kublai Kan, nell’infinita favola sull’urbanistica di Italo Calvino di cui qui sotto riporto un frammento. “Per distinguere le qualità delle altre, devo partire da una prima città che resta implicita. Per me è Venezia”. Così è Venezia anche per me. Perciò ci vivo, e perciò sono amareggiato degli infiniti piccoli danni e grandi che su di lei si accumulano.
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Terra, acqua, società
La connessione tra i tre elementi fondamentali della città lagunare è la prima cosa da comprendere per poter valutare quanto è accaduto e quanto accade. E' propio nel modo in cui quegli elementi sono saldati, nel loro equilibrio dinamico, che sta la maggiore saggezza tramandata (ma raramente compresa) della Repubblica Serenissima
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MoSE
Documentazione della proposta MoSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico), delle critiche, del dibattito, delle alternative a una soluzione tardo-ottocentesca, distruttiva di un ambiente delicatissimo e unico, lucrosissima per chi si fa coinvolgere a realizzarla, costosissima per il contribuente, inutile per la salvaguarda degli abitati dalla acque alte. Il contrario della saggezza, della parsimonia, dell'efficacia
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La metropolitana sublagunare
Tra le follie proposte da chi non ha compreso la diversità di Venezia, e quindi pretende di omolagarla alla città "moderna", particolarmente minacciosa quella di realizzare una metropolitana, che minaccerebbe l'equilibrio ambientale, aumenterebbe la massa dei turisti, non migliorerebbe in modo sensibile l'accessibilità per i residenti.
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Vivere a Venezia
Una città non è tale se non è vissuta da una comunità stabile. A Venezia la sopravvivenza dei cittadini "normali" è minacciata da molte aggressioni: il turismo sregolato, l'abbandono della casa alle leggi del "mercato", l'icapacitò di governare il rpporto tra terra e acqua. In questa cartella si parla di casa, turismo, trasporti, e delle politiche che li governano (o dovrebbero)
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Venice and its Lagoon (english translations)
“Every time I describe a city I am saying something about Venice”, says Marco Polo to Kublai Kan, in the Italo Calvino’s “Invisible Cities” endless fairytale, a fragment of which you can read attached herewith. “To distinguish the other cities' qualities, I must speak of a first city that remains implicit. For me it is Venice." It is the same for me. That is why I live in Venice, and that is why I am thwarted about the never-ending small and big damages enduring on Venice.
I don’t know whether this town will survive the relentless homologation trend of the present times. Surely until Venice will survive it will be the evidence and the lesson of how a city could (and thus should) be, in order to suit men and women.
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