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n.12. 31/03/2007 - Borsa del cemento
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Data di pubblicazione: 31.03.2007 |
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Agli italiani si può far credere di tutto. Anche che potranno avere più verde, più servizi, più case a migliori condizioni, meno traffico e meno consumo di suolo abbandonando il vecchio Prg e sostituendolo con uno strumento di “governo del territorio” costituito dalla somma delle proposte della proprietà immobiliare.
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È ciò che pensa Carlo Masseroli, assessore del Comune di Milano e presentatore del nuovo piano ambrosiano del governo del territorio. È un piano fortemente innovativo, proclama: “un nuovo strumento capace di proiettare Milano come benchmark di riferimento nel quadro delle riforme urbanistiche”. Un piano che consentirà di “differenziare e articolare l’offerta di abitazioni rispetto alle diverse tipologie di domanda, migliorare la dotazione di servizi alla persona, incrementare e potenziare la dotazione di verde curato e realmente fruibile, migliorare le condizioni della mobilità, sia per chi risiede a Milano, sia per chi a Milano viene per lavorare o fruire dei suoi servizi, ridurre il consumo di suolo, salvaguardare la sostenibilità ambientale e il contenimento energetico”.
Com’è in realtà questo piano? Lo racconta Sara Farolfi sul manifesto (18 marzo): “Scompare la vecchia destinazione di uso che vincolava le aree urbane alla programmazione del territorio e fa il suo ingresso, in pompa magna, la ‘Borsa dei diritti edificatori’. Tutta la città diventa potenzialmente edificabile e i diritti di costruzione potranno essere scambiati nel nuovo borsino del cemento. Perchè il principio alla base del nuovo Piano di governo del territorio è quello dell'autoregolamentazione del mercato. La mano invisibile, roba da ridere a pensare che ormai anche i più convinti liberisti cominciano a dubitare della sua infallibilità”.
Più cemento, meno diritti dei cittadini, più “diritti edificatori” (un neologismo nel linguaggio urbanistico): questa la sintesi del nuovo piano. Non a caso, l’assessore alla bisogna non si chiama più “all’urbanistica”, ma “allo sviluppo del territorio”. Una espressione anch’essa innovativa: dove per “sviluppo” si intende la crescita indefinita della repellente crosta di cemento e asfalto, per dirla alla Cederna, guidata dalla rendita immobiliare.
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