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n.46, 16.12.2006 – I padroni delle città
Data di pubblicazione: 17.12.2006

Qual è il motore nelle decisioni dei comuni che trasformano il territorio? Prendiamo due casi, che Diego Novelli ha opportunamente citato in un suo bell’articolo su l’Unità (lo trovate anche in eddyburg.it): la costa della Liguria e le aree dimesse dall’industria nelle città.

Coste liguri. I residui brandelli di costa libera, nella stretta fascia tra l’Aurelia e il mare, scampati ai boom edilizi, sono sempre più l’obiettivo di iniziative di “sviluppo del territorio”. Prevalentemente porticcioli turistici (in genere “grandi porticcioli”) e complessi orizzontali o (più spesso) verticali di case al mare per la clientela ricca delle province del Po. Di preferenza sventola su di essi la bandierina di una Grande Firma. Di preferenza non sono attuativi di un PRG, ma di uno di quei “programmi complessi” che solleticano le accademie e gratificano gli immobiliaristi, consentendo deroghe ai piani. Di preferenza non rispettano il piano paesaggistico, ma le smagliature e varianti che gli hanno apportato.

Aree dismesse. Non c’è città grande o media, spesso anche piccola, che non abbia al suo interno grandi complessi non più adoperati per le funzioni originarie: fabbriche, carceri, strutture militari. Sono città spesso assetate di spazi liberi, di verde, di luoghi e servizi per gli usi collettivi. Sono città in cui spesso quegli impianti, oggi inutili, hanno costituito barriere tra le diverse parti: potrebbero costituire connessioni utili e belle tra le aree limitrofe. La regola che ne presiede l’utilizzazione è invece quella che un sindaco di Roma, molti anni fa, chiamava “lotta dura / per una maggiore cubatura”. Devono servire a far fare cassa ai proprietari: soprattutto ai gruppi industriali che le possiedono, e che preferiscono lucrare sul parassitismo della rendita immobiliare che rischiare con l’innovazione e l’imprenditorialità.

Nell’un caso come nell’altro il motore delle trasformazioni che i nostri eletti assumono è la convenienza del mercato immobiliare. Non l’interesse dei cittadini ad avere una città più bella e più funzionale, un territorio in cui l’ambiente naturale non sia un lontano ricordo, ma l’interesse di chi, essendo proprietario del suolo su cui la città sorge, della città è diventato il padrone indiscusso.

Qui l'articolo di Diego Novelli









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( 29.01.2010 15:41 )
La cacciata dei lavoratori poveri e stranieri da Rosarno ha sollecitato in molti di noi riflessioni che vanno al di là di quell’episodio. -->
Salzano, Edoardo
( 28.01.2010 23:06 )
( 24.01.2010 08:11 )
di Maria Pia Guermandi
Inizio d’anno: tempo di buoni propositi in genere maturati sulla base degli errori passati. Al contrario di ciò che suggerisce il detto latino - errare humanum, perseverare diabolicum -->
( 20.01.2010 13:26 )
Molte volte si è parlato della morte di Venezia. La sua decadenza è stata legata a diverse ragioni: le pestilenze, il degrado degli edifici, l’incuria degli uomini, l’esodo della popolazione, l’invasione delle acque; negli anni più recenti, la marea montante del turismo mordi e fuggi. -->
Salzano, Edoardo
( 15.01.2010 17:17 )
( 15.01.2010 12:46 )
di Fabrizio Bottini
Non ho mai visto cose che voi umani trovereste banali, persino un po’ noiose, racconterebbe un replicante nella padania devastata dal cambiamento climatico, diciamo fra una generazione -->
Boeri, Tito
( 03.01.2010 12:51 )
Salzano, Edoardo
( 29.12.2009 23:51 )
( 18.12.2009 10:18 )
Che fare per contrastare il consumo di suolo? Non basta una cosa sola. Il fenomeno deve essere contrastato con un insieme sistematico di azioni, che ne affrontino i diversi aspetti. -->
( 17.12.2009 20:40 )
di Edoardo Salzano
Non c’è più nessuna differenza nel modo in cui governi di centro destra e governi dei centrosinistra usano il territorio. Per lo Stato, le regioni, i comuni è solo materia bruta da distruggere per far quattrini. -->
( 10.12.2009 23:28 )
di Vezio De Lucia
La scarsa attitudine della politica di centro sinistra dell’Abruzzo per i problemi del territorio l’avevamo già notata a proposito della ricostruzione dell’Aquila. -->
( 08.12.2009 18:12 )
di Maria Pia Guermandi
Il mondo del Ministero Beni Culturali e degli “addetti ai lavori” è stato investito nei giorni scorsi da una polemica apparentemente marginale: -->
( 07.12.2009 10:20 )
Come i frequentatori di eddyburg sanno in tutt’Europa il consumo di suolo è diventato, da diversi anni, un fenomeno da combattere e contenere. Domandiamoci ancora una volta perché, e cerchiamo di convincere molti a comprenderlo. Poi ragioneremo su ciò che si può fare. -->
Salzano, Edoardo
( 07.12.2009 09:43 )
( 27.11.2009 08:35 )
di Fabrizio Bottini
Una rivista di urbanistica inglese, mezzo secolo fa intitolava “Ottime cucine, pessime città” un articolo sulla rara presenza delle donne nella professione di planner -->
Salzano, Edoardo
( 25.11.2009 00:32 )
( 19.11.2009 13:53 )
I “piani-casa” nati dalla proposta slogan di Berlusconi non servono a nulla di positivo. Non a risolvere il problema della casa per chi ne ha bisogno, nè alla ripresa economica (nessuno di fatto utilizza le deroghe consentite). -->
( 14.11.2009 10:36 )
Di male in peggio. Non bastano i “piani casa” delle regioni (di destra, di centro e di sinistra) che ciascuna a suo modo consentono di ampliare case e casette, condomini e capannoni, gazebi e alberghi indipendentemente da qualsiasi piano urbanistico o paesaggistico. -->
( 14.11.2009 08:06 )
di Vezio De Lucia
Cara Rosy Bindi, ma che ci fa una come lei monumentalizzata alla presidenza Pd? Le scrivo, sicuro di interpretare un diffuso convincimento, per chiederle di rinunciare al suo nuovo incarico -->
( 06.11.2009 19:38 )
di Maria Pia Guermandi
La recentissima inchiesta della procura fiorentina in materia urbanistica su una vera e propria cupola costituita da tecnici e politici pd riuniti in associazione a delinquere pare aver scoperchiato una sentina da cui già da tempo provenivano maleodoranti sentori. -->

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