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Energie rinnovabili e pianificazione territoriale
Data di pubblicazione: 18.08.2006

Autore:

Indicazioni del piano regionale dell'area immediatamente a nord-Est della conurbazione londinese (in discussione): inserimento spaziale e ambientale delle nuove tecnologie (f.b.)

East of England Regional Assembly, East of England Plan, versione adottata nel dicembre 2004, Appendice C, Produzione di energie rinnovabili: criteri localizzativi e principi generali – Traduzione per Eddyburg Mall di Fabrizio Bottini

1. Introduzione

1.1 I presenti principi e criteri su base tecnologica devono informare il successivo sviluppo di criteri più dettagliati, da inserire nei documenti di pianificazione locali. Essi hanno natura strategica e devono essere poi elaborati e adattati secondo le contingenze particolari. Gli insediamenti per energie rinnovabili devono collocarsi là dove ciò sia tecnologicamente ed economicamente fattibile. Dato che ciò può verificarsi sia in aree ad alta urbanizzazione che in altre remote e rurali, tutte le zone della regione sono potenzialmente adatte a qualche tipo di tecnologia per le energie rinnovabili. Tecnologie diverse hanno diverse esigenze spaziali, e i criteri localizzativi del presente piano regionale nascono da queste. In più, dato che le tecniche delle energie rinnovabili sono soggette a rapidi cambiamenti, con un afflusso continuo di nuovi e più efficienti impianti, è inadeguato precisare aree di ricerca sulla base degli attuali parametri tecnologici.
1.2 Le indicazioni per l’efficienza energetica che ricadono nelle competenze del sistema di pianificazione riguardano la progettazione edilizia e urbanistica degli edifici singoli e in gruppo. Si applicano a una vasta gamma di situazioni nella regione, principalmente – anche se non esclusivamente – alla nuova edificazione.

2. Principi strategici

2.1 Le tecnologie per l’energia rinnovabile e le misure per l’efficienza energetica si devono applicare ovunque tecnicamente fattibile, verificato che siano applicate tutte le misure adeguate di mitigazione degli impatti sulle condizioni ambientali e sociali. Il riferimento è all’ampia serie di politiche contenute nel documento regionale riguardanti l’accettabilità dei progetti. Anche la localizzazione deve essere soggetta a criteri valutativi di dettaglio entro i documenti di piano locali, elaborati secondo i seguenti principi.
• Le politiche di piano locali si devono basare sui principi strategici della “gerarchia energetica regionale”, ad esempio secondo priorità decrescenti si deve:
- usare meno energia / ridurre il fabbisogno energetico
- usare l’energia in modo più efficiente
- usare l’energia rinnovabile
- usare tecnologie pulite ed efficienti per il riscaldamento e la co-generazione da combustibili fossili.
• Verrà utilizzato un approccio spaziale per orientare a grandi linee il posizionamento di insediamenti particolari, come ad esempio gli eolici. Utilizzando i criteri di area elencati sotto, i documenti di pianificazione locale dovranno definire e correlare politiche sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica n relazione a:
- aree di sviluppo sub-regionali
- insediamenti esterni alle aree di crescita
- paesaggi non individuati da particolari misure di tutela
- paesaggi tutelati.
• Progetti di piccole dimensioni e a base comunitaria adeguati ai bisogni locali saranno probabilmente più adattabili a zone che:
- siano interne o vicine agli insediamenti
- si collochino entro ambienti adeguati
- siano vicine alle fonti energetiche
- siano vicine a gruppi di edifici (in aree rurali).

3. Criteri di area

3.1 I documenti di pianificazione locali devono contenere criteri dettagliati riguardo alle seguenti categorie spaziali. Come sottolineato più sopra nei principi strategici, tutte le politiche della pianificazione regionale sono comunque rilevanti nello sviluppo di tali criteri. Per esempio, l’indicazione classificata ENV2 sarà rilevante nell’esaminare l’accettabilità di progetti riguardo al paesaggio, e i criteri dovranno dunque riflettere l’uso di valutazioni paesistiche per stabilire l’adeguatezza di un paesaggio ad ospitare particolari tipi di interventi. I criteri si devono concentrare sul sostegno allo sviluppo e la mitigazione degli effetti, di tali tecnologie, anziché essere utilizzati come base per giustificarne il rifiuto.

Aree di sviluppo sostenibile nei piani locali
3.2 Si tratta delle aree di massimo potenziale per lo sviluppo delle tecnologie di energia rinnovabile, e l’applicazione di misure di efficienza energetica. Occorre concentrare gli sforzi sull’accertamento che i costruttori di nuove abitazioni, edifici commerciali e produttivi realizzati nel periodo di adozione del piano regionale abbiano la piena possibilità di inserire questi elementi nei propri progetti.
3.3 Gli obiettivi delle misure per l’efficienza energetica, la cogenerazione di riscaldamento ed energia ( combined heat and power / CHP) e i progetti di teleriscaldamento saranno superiori in queste aree di sviluppo. Date le dimensioni e il livello dei progetti proposti, la diffusa applicazione di queste misure rappresenta per la regione una significativa prospettiva di raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico e riguardo alle emissioni di gas serra legate al cambiamento climatico.
3.4 Le principali opportunità per le tecnologie di energia rinnovabile saranno quelle dal trattamento degli scarichi liquidi, l’eolico (di piccole dimensioni nelle aree edificate, di dimensioni maggiori ai margini delle zone urbanizzate e tra di esse) e il solare, insieme al metano da discarica. Anche i terreni agricoli entro le aree di sviluppo hanno il potenziale per colture legate alla produzione energetica, cn l’ulteriore vantaggio di distante di trasporto ridotte verso gli impianti di generazione, che sarà più facile collocare in aree urbane o di prima fascia.
3.5 Aree già urbanizzate e zone industriali dismesse offrono occasioni particolari per lo sviluppo di grandi e piccoli impianti per energie rinnovabili, anche se essi non devono essere l’unico obiettivo dei nuovi insediamenti.

Gli insediamenti al di fuori delle aree di sviluppo
3.6 Anche se con un livello inferiore a quanto previsto per le (3) aree di sviluppo sostenibile dello East of England, il potenziale di crescita delle tecnologie di energia rinnovabile e applicazione di misure per l’efficienza energetica ai nuovi insediamenti, sarà anche qui significativo, e attuato pienamente.
3.7 Queste aree sono anche importanti per l’applicazione di misure di efficienza energetica e CHP di piccola scala. Le possibilità tecnologiche per energie rinnovabili saranno più limitate, essenzialmente con disponibilità di solare e eolico di piccole dimensioni. Comunque ai margini degli insediamenti ci sono potenzialità per eolico di dimensioni superiori, colture agricole a scopi energetici, trattamento a questo scopo di derivati da depurazione, e metano da discarica. Le città metteranno anche a disposizione spazi per generazione energetica da combustione di prodotti da colture delle fattorie adiacenti. Piani di rigenerazione e riorganizzazione urbanistica offriranno altre opportunità con risparmi attraverso retro-fitting e tecnologie come i pannelli solari.
3.8 Oltre a quanto sopra, i porti sulle coste hanno considerevole potenziale di utilizzo delle infrastrutture esistenti, potendo diventare la base per la produzione eolica situata nei complessi al largo. È vitale che si realizzi questo, dato che i complessi di generazione eolica offshore saranno una grossa quota del contributo regionale alle energie rinnovabili e alla riduzione dei gas serra.
3.9 Offriranno particolari occasioni zone già urbanizzate e aree dismesse, per lo sviluppo di complessi a energie rinnovabili piccoli e grandi, anche se essi non devono essere l’unico obiettivo di questi nuovi insediamenti.

Paesaggi non individuati da particolari misure di tutela
3.10 Si tratta principalmente di zone agricole e boscose, che coprono la maggior parte dell’area regionale. Saranno l’ubicazione principale dei complessi di grande dimensione collegati al vento, alle biomasse e scarti agricoli, con relativi impianti di combustione e infrastrutture. Questi ambienti sono anche la collocazione adeguata per insediamenti di scala minore, come gruppi di piccole turbine o isolate, progetti idroelettrici o biogas da piccoli impianti di trattamento dei rifiuti liquidi. I potenziali di uso di questi insediamenti sono soprattutto di rigenerazione delle economie rurali, e saranno l’obiettivo principale della pianificazione locale. In questo contesto, c’è notevole spazio per progetti su base comunitaria, che devono essere concepiti collegati ai sistemi locali di energie rinnovabili.
3.11 Gli impianti di generazione da colture a scopi energetici devono essere collocati il più vicino possibile alle colture, fattorie o boschi, o sul margine e all’interno degli insediamenti. Gli spazi già utilizzati, quali aeroporti in disuso, possono offrire particolari occasioni di realizzare strutture grandi e piccole, anche se gli insediamenti non si devono limitare a questo.

Paesaggi tutelati
3.12 Le zone individuate ufficialmente come di importanza nazionale e internazionale e meritevoli di particolare protezione del paesaggio, delle coste, della biodiversità, dei beni culturali e storici, sono quelle mostrate nelle politiche rilevanti del piano regionale, illustrate dalla carta n. 9.2.
3.13 Le aree così classificate non sono disponibili per la costruzione di strutture di energia rinnovabile di grandi dimensioni, in particolare turbine eoliche. Comunque, possono essere consentiti piccoli insediamenti di una singola turbina, o gruppi di piccole turbine, o complessi collegati alle colture energetiche, progetti idroelettrici e di biogas da piccoli impianti di trattamento, tutti soggetti ad una attenta progettazione, localizzazione, e notevoli misure di mitigazione.
3.14 Gli impianti di generazione che bruciano colture energetiche devono essere localizzati il più vicino possibile alle fonti di produzione, campi o boschi, o al margine/all’interno degli insediamenti. Gli spazi già utilizzati, quali aeroporti in disuso, possono offrire particolari occasioni di realizzare strutture grandi e piccole, anche se gli insediamenti non si devono limitare a questo. Ai proponenti si deve richiedere di dimostrare documentatamente che è possibile intervenire in modo soddisfacente sugli impatti negativi. Devono anche dimostrare che esiste un bisogno urgente riguardo all’insediamento, dal punto di vista delle condizioni sociali ed economiche locali.
3.15 I documenti di pianificazione urbanistica non devono individuare fasce di interposizione attorno alle zone ufficialmente tutelate. Comunque, gli insediamenti di una certa dimensione non dovranno essere localizzati dove possano avere un concreto impatto sull’integrità di una zona tutelata. Altre proposte, per siti adiacenti alle zone protette, saranno esaminate caso per caso e secondo i loro contenuti in termini di specifiche misure di mitigazione degli impatti.
3.16 La Planning Policy Statement 22 (Energie Rinnovabili) contiene le linee guida sull’esame dei progetti entro le green belts.

4. Criteri su base tecnologica

4.1 I documenti di pianificazione locale, insieme a relative linee guida, devono specificare in dettaglio criteri su requisiti di efficienza energetica che vadano oltre il minimo. Per gli insediamenti residenziali ciò si deve esprimere in classificazioni di tipo “SAP”, o National Home Energy Rating (NHER), o classificazione ambientale “ Eco-homes” della Building Research Establishment. Le autorità locali devono richiedere che tutti i nuovi interventi residenziali raggiungano una classificazione NHER pari ad almeno 10. Gli edifici non residenziali possono essere valutati in base al BREEAM ( Building Research Establishment Environmental Assessment Method). Esso offre orientamenti sui modi di ridurre al minimo gli effetti negativi degli edifici sull’ambiente, sia locale che globale.
4.2 I documenti di pianificazione locale, insieme a relative linee guida, devono specificare criteri dettagliati riguardo tecnologie di energia rinnovabile trattate di seguito. Tali criteri si devono concentrare sul sostegno allo sviluppo di tali tecnologie e alla mitigazione dei loro effetti negativi, anziché come base per giustificare una loro esclusione.

Solare fotovoltaico
4.3 I documenti di pianificazione locale devono incoraggiare l’uso di impianti solari fotovoltaici in/su:
• aree edificate / siti industriali
• grandi edifici moderni nelle aree urbane e rurali
• strutture per il tempo libero
• zone remote, ove ciò non danneggi il carattere di edifici singoli o in gruppo.

Solare termico
4.4 I documenti di pianificazione locale devono incoraggiare l’uso di impianti solari termici ovunque possibile. I criteri sono gli stessi delle apparecchiature fotovoltaiche.

Eolico
4.5 I documenti di pianificazione locale devono incoraggiare lo sviluppo di turbine eoliche sia in grandi raggruppamenti ( wind farms) che in piccoli gruppi.
4.6 I grandi raggruppamenti saranno consentiti entro i paesaggi non sottoposti a particolare tutela, dove si hanno effetti minimi sugli insediamenti o singoli edifici residenziali attraverso rumore o interferenze visive immediate.
4.7 Piccoli gruppi o singole turbine possono essere consentiti in tutti i tipi di ambiente (vedi criteri di area esposti sopra) e a vantaggio di attività agricole e alloggi in zone remote. Queste turbine devono essere progettate e posizionate in modo tale da utilizzare mascherature naturali e la topografia locale. Nelle zone edificate (entro gli insediamenti) i documenti di pianificazione locale devono sviluppare (in dettaglio) criteri di mitigazione rispetto al rumore, e danni alle strutture esistenti e caratteri tradizionali/edifici classificati storici.

Idroelettrico di piccole dimensioni
4.8 I documenti di pianificazione locale devono incoraggiare piccoli impianti idroelettrici in tutti i tipi di contesto. In molti casi può non essere necessaria la concessione edilizia. Nei piani locali si devono sviluppare criteri di dettaglio ad evitare eccessi di prelievi d’acqua, deviazioni di corsi e danni ad ambienti ecologici e siti archeologici e/o edifici storici.

Biomasse
4.9 I documenti di pianificazione locale devono incoraggiare la produzione di carburanti da:
• scarti agricoli (es. fanghi)
• letame da pollai
• colture energetiche
• materiali fognari.
4.10 Le strutture associate con gli elementi elencati sopra sono accettabili in ogni genere di ambienti (vedi criteri di area) ma devono essere elaborati criteri di dettaglio per la mitigazione dei rumori, le potenziali emissioni nell’atmosfera, il trasporto di materiali non lavorati su distanze eccessive via strada, il danno a corsi d’acqua e siti ecologici.

Produzione di calore e energia (CHP)
4.11 I documenti di pianificazione locale devono incoraggiare complessi CHP piccoli e grandi. Per quelli grandi, esiste un forte potenziale d’uso da parte degli edifici commerciali, produttivi e ad uffici, da servizi come ospedali, amministrazioni, scuole e università.
4.12 Nelle aree edificate, gli strumenti di pianificazione locale devono sviluppare una serie di criteri di mitigazione contro l’emissione di rumori e nell’atmosfera.
4.13 Nelle aree rurali, gli strumenti di pianificazione devono individuare criteri contro i rumori, le emissioni nell’atmosfera, l’interferenza indebita col paesaggio e l’eccesso di trasporto delle materie non lavorate via strada.
4.14 Si deve prestare particolare attenzione a ridurre al minimo gli effetti delle linee di trasmissione che escono dagli edifici CHP, in particolare in paesaggi sensibili e tutelati.

Nota: in particolare per le energie eoliche e l'impatto sul paesaggio, su Eddyburg si veda almeno il documento di indirizzo della britannica Sustainable Development Commission (f.b.)

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