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n. 2 (22.01.2010) Commissari: diabolica perseveranza
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Data di pubblicazione: 31.05.2010 |
di Maria Pia Guermandi
Inizio d’anno: tempo di buoni propositi in genere maturati sulla base degli errori passati. Al contrario di ciò che suggerisce il detto latino - errare humanum, perseverare diabolicum
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il ministro Bondi (o chi per lui, vista la quasi totale latitanza del Senatore sul fronte beni culturali), negli ultimi mesi ha deciso per l’estensione ad oltranza della pratica dei commissariamenti. Oltre alle Soprintendenze archeologiche di Napoli-Pompei e di Roma-Ostia e al vicecommissario per la ricostruzione post-terremoto a L’Aquila, sono quindi stati nominati recentemente due nuovi Commissari a Firenze e Milano con il compito di sovrintendere alla costruzione dei cosiddetti “Grandi Uffizi” e “Grande Brera”: l’ampliamento, in spazi e servizi, dei due famosi musei, in entrambi i casi in corso d’opera da parecchi anni.
Visti i risibili risultati delle esperienze di Napoli e Roma che nulla di più hanno prodotto, in termini di qualità dei servizi e dei luoghi, di quanto le normali attività delle Soprintendenze garantiscono da sempre, pur con risorse esigue, c’è da chiedersi il perché di tanta pervicacia in un’iniziativa che provoca quasi esclusivamente costi aggiuntivi dovuti al mantenimento degli staff commissariali, molto ben nutriti e, negli ultimi casi, anche alle lucrose elargizioni pattuite ai Commissari stessi, pur se già in servizio presso il Ministero, come nel caso di Resca, Direttore alla Valorizzazione e Commissario a Brera. La risposta sta nella volontà di aggirare, attraverso queste figure, regole e controlli altrimenti ineludibili su gare d’appalto, contratti e nomine (tutti i commissari godono di autonomie amplissime). Ma vi è anche l’ormai conclamato disegno di imbrigliare gli organismi tradizionali di tutela del nostro patrimonio culturale per sostituirli con figure di nomina politica. E l’emergenza è utilizzata come maschera per lo svuotamento di istituzioni super partes a difesa dei nostri beni comuni.
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