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n. 43 (5.12.2009) Il patrimonio sul comò
Data di pubblicazione: 31.05.2010

Autore:

di Maria Pia Guermandi
Il mondo del Ministero Beni Culturali e degli “addetti ai lavori” è stato investito nei giorni scorsi da una polemica apparentemente marginale:

Salvatore Settis ha denunciato a mezzo stampa l’annullamento del vincolo di inesportabilità, posto su una preziosa commode settecentesca di proprietà privata.
Alti dirigenti del Mibac e un comitato di studiosi all’uopo consultati, dopo attenta disamina hanno decretato che il comò, contrariamente a quanto stabilito da precedenti sopraintendenti e ribadito nelle scorse settimane dall’Ufficio legislativo dello stesso Ministero, non appartenendo alla tradizione ebanistica italiana, poichè di fattura francese, non costituisse parte integrante del nostro patrimonio, e fosse quindi restituito alla piena disponibilità del proprietario. Settis stesso nel sottolineare da un lato la risibilità culturale della decisione ministeriale, ne ha evidenziato il carattere di pericoloso precedente teso a scardinare una concezione della tutela che, quasi unica nel mondo, ha saputo con lungimiranza giuridica anteporre le ragioni della salvaguardia di un prezioso bene comune, il nostro patrimonio culturale, a qualsiasi altra, compresa quella della proprietà privata.

E che dietro questo episodio affiorino prepotentemente gli animal spirits del libero mercato che già da tempo si aggirano famelici sul nostro patrimonio è dimostrato dal coro di proteste che la denuncia ha suscitato da parte di un variegato mondo di zelanti (e insospettabili) difensori del Mibac nel caso in questione: antiquari, mercanti e servizievoli accademici, scesi in campo compattamente contro l’”onnivora ingordigia” (sic!) dello Stato nei confronti del privato.

Infine, a dimostrare l’attenzione alla vicenda dello stesso Ministero basta la velocissima epurazione, richiesta e ottenuta dal Direttore alle Belle Arti, del funzionario reo di avere informato noi cittadini dei maneggi a favore del libero esplicarsi del sacrosanto diritto di proprietà.









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