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La Regina e il Principe Carlo partecipano al programma governativo delle eco-città
Data di pubblicazione: 10.07.2008

Autore:

Le più alte cariche dello stato coinvolte, attraverso terreni di proprietà e “know how” per la progettazione e attuazione, nei discussi piani per gli insediamenti sostenibili. The Guardian, 9 luglio 2008

Titolo originale: Queen and Charles join race to build government-sponsored ecotowns – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

La Regina e il Principe di Galles entrano in gara, partecipando al molto discusso piano governativo per le eco-città, con la gestione proprietà reali in un consorzio per la costruzione di una ipotetica cittadina di 5.000 case vicino a Nottingham.
Alla Foundation for the Built Environment del Principe Carlo è stata chiesta una consulenza per la progettazione e la partecipazione al piano sin dalle prime battute.
Il principe si era già impegnato a livello personale per insediamenti “più sostenibili”. Ha sostenuto il progetto di Poundbury su terreni del Ducato di Cornovaglia nel Dorset dieci anni fa, e ora una cittadina per 12.000 persone a Sherford, vicino a Plymouth, e un eco-villaggio di 4.000 case vicino a Neath, nel Galles. La sua fondazione collabora anche con gli uffici governativi per lo sviluppo di “ampliamenti urbani” nei centri esistenti.

L’agenzia di gestione dei terreni reali, che si interessa di un portfolio del valore di 7 miliardi di sterline di proprietà della Regina e versa redditi al Tesoro, si è associata a MoD e Newton Nottingham LLP per edificare una proprietà comune nella zona della ex base RAF a Newton, vicino a Bingham in Nottinghamshire.
Si tratta di un sito che ne sostituisce un altro scelto in precedenza, nella vicina Kingston on Soar, la cui adeguatezza era stata messa in dubbio dagli uffici pubblici. The Guardian ipotizza che siano stati i responsabili governativi per la casa a fare il primo passo verso la proprietà dei terreni e verificare se c’era disponibilità a una proposta di massima.
A questo stadio i particolari sono molto vaghi, dato che gli associati affermano di voler da subito coinvolgere gli abitanti. Ma si sa che la proposta comprende sconti sui trasporti pubblici per la popolazione, zone senza auto e a parcheggi limitati, produzione di alimenti e biomassa, case-ufficio, spazi di lavoro rivolti ai giovani qualificati locali. Si prevedono due o tre scuole dell’obbligo, e “quantità significative” di case economiche e sociali in affitto.

Nick Harper, responsabile per la gestione e valorizzazione del patrimonio della corona, parlando a nome di tutti gli associati, afferma: “Siamo lieti di coinvolgere abitanti e loro rappresentanti eletti per ascoltarne le idee e aspirazioni, speriamo che la valutazione di partenza possa rappresentare una solida base da cui sviluppare un dibattito”.
Hank Dittmar, responsabile della Foundation for the Built Environment del Principe, spiega che le nuove città isolate devono rispondere a numerosi principi per essere davvero sostenibili. “Cercheremo di realizzare una vera compresenza di vari tipi di abitazioni, posti di lavoro servizi, in modo tale che si possano soddisfare le necessità quotidiane ad una distanza di cinque minuti a piedi ... siamo interessati a sviluppare le tradizioni costruttive locali – ovvero tecniche e materiali costruttivi caratteristici di un’area – secondo le sfide del XXI secolo post-petrolifero, del cambiamento climatico e della crescita di popolazione”.

Nelle ultime due settimane sono usciti dalla gara per la costruzione delle eco-città tre operatori. Ultima la Gallagher Estates, promotrice di proposte per una zona a sud di Bedford.
The Guardian ha pubblicato ieri la notizia che si era ritirato anche il consorzio per la eco-città di Curborough, vicino a Lichfield, Staffordshire, mentre il consiglio di distretto di East Lindsey nel Lincolnshire, era uscito il mese scorso dall’elenco dei 17 progetti ridotti a 15. Ora sono rimaste 13 proposte, da cui il governo intende scegliere 5-10 progetti di eco-città.
I Tories, che si sono impegnati a bloccare tutti i progetti che non abbiano il sostegno degli abitanti, affermano che l’ingranaggio governativo si sta inceppando, dopo che parecchie delle proposte hanno dimostrato di non possedere requisiti ambientali.

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