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Urbanistica e pianificazione
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Pagine di storia
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Ci sono stati momenti decisivi per l'urbanistica italiana. Momenti in cui i temi dell'urbanistica sono diventati popolari, e magari politicamante centrali. E momenti in cui la pratica della pianificazione ha ricevuto e praticato nuovi strumenti. Ma anche momenti particolarmente bui. Qui se ne raccolgono cronache e documenti
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(04.05.2008)
La dichiarazione di principi sulla salvaguardia ed il risanamento dei centri storici, approvata nel settembre 1960: il testo di un documento storico e attuale
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Hayden, Dolores
(07.03.2008)
L'ambiente di vita segregata della schiavitù casalinga progettato a tavolino nel XIX secolo. Estratti da: Building Suburbia. Green Fields and Urban Growth, 1820-2000 , Random House, 2003 (f.b.)
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1885, Il colera a Napoli
L'epidemia di colera, la cultura politica e igienista, uno degli sviluppi fondativi dell'urbanistica moderna italiana. Scriveva Matilde Serao: "Vi lusingate che basteranno tre, quattro strade, attraverso i quartieri popolari, per salvarli? Vedrete, vedrete, quando gli studi, per questa santa opera di redenzione, saranno compiuti, quale verità fulgidissima risulterà: bisogna rifare". Aveva ragione, molto più di quanto non immaginasse (a cura di F. Bottini)
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1942, la Legge Urbanistica
Virgilio Testa ancora nel 1935 scrive: "All'epoca delle automobili-razzo e degli aeroplani capaci di attraversare in poche ore gli oceani, lo sviluppo degli abitati è regolato ancora con norme pensate, discusse e approvate quando non esisteva nemmeno la bicicletta!". Nel 1942, dopo quasi vent'anni di dibattito teorico e politico, l'Italia negli anni di guerra si dà (in grave ritardo sui paesi europei) una legge urbanistica generale. E' una buona legge per l'epoca, ma come è stato osservato: "una legge che si ponga al di là dei traguardi già conseguiti nei conflitti sociali .. è destinata a rimanere sulla carta".
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1951, il Piano Intercomunale Milanese
Nell'Italia del boom economico, esplode anche la sua principale area metropolitana: nelle contraddizioni e nelle idee di intervento e piano. L'intercomunalità, nell'ampio dibattito interdisciplinare, diventa un contenitore di idee sociali, economiche, ambientali e politiche (a cura di Fabrizio Bottini)
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1963, La proposta Sullo
La vicenda del disegno di legge urbanistica presentato dal ministro Fiorentino Sullo è decisiva per valutare gli sforzi che sono stati compiuti per introdurre in Italia criteri moderni di governo del territorio applicati da decenni in altri paesi europei e le ragioni del loro insuccesso.
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1966, La frana ad Agrigento
Il crollo che rivelò agli italiani le conseguenze dell'uso dissennato del territorio e indusse il Parlamento a legiferare perchè la pianificazione urbanistica diventasse il metodo generalizzato per governare le trasformazioni del suolo. Pochissimi mesi dopo, le alluvioni a Firenze e a Venezia ribadirono la denuncia e l'allarme
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1966, Il PRG di Tricarico
Un'esperienza nel profondo Mezzogiorno d'Italia, che si avvia nell'anno del crollo di Agrigento e prima della "Legge ponte". Una delle più interessanti e compiute iniziative di pianificazione urbanistica, nella quale si anticipano le pratiche di partecipazione e si rivela grande lucidità sui diversi aspetti della pianificazione e dei suoi rapporti con la società.
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1968, il Parco della Valle del Ticino
Quella valle del fiume era lì da sempre, apparentemente immutabile, ma invece si trasformava eccome. Troppo in fretta, e troppo male, pensò qualcuno. Non era affatto solo, e dalle spinte partecipative dal basso degli anni '60 del secolo scorso, da una nuova sensibilità ambientale e sociale, nacque il parco, processo di pianificazione e decisione, ente di gestione, esperienza collettiva destinata a durare tra alti e bassi sino ai nostri giorni. I testi raccolti qui sono una breve antologia, che dai primi passi partecipativi, anche attraverso i rapporti ufficiali dell'Ente, tenta di ricostruire la complessità del percorso (a cura di Fabrizio Bottini).
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